Scrivo questo articolo tutto d’un getto, perche sono due giorni che sto ancora sognando di ver DAVVERO VISTO DAL VIVO GLI OASIS Londra, allo stadio di Wembley.
Non so nemmeno da dove cominciare a raccontare la pelle d’oca, le vibrazioni nello stomaco, gli abbracci, le lacrime, non per il concerto in sè che è stato favoloso, ma non sono così tanto maniaca degli Oasis… ma ho avuto un pianto liberatorio su “Live Forever”
Maybe I just wanna fly
Wanna live, I don’t wanna die
Maybe I just wanna breathe
Maybe I just don’t believe
Maybe you’re the same as me
We see things they’ll never see
You and I are gonna live forever
Sì, sono ancora viva, sono ancora qui e sono a Londra, dove ho sempre voluto stare, sognata per anni, sperata da quando avevo 17 anni anche grazie e per gli Oasis, tra le band che negli anni 90′ hanno fatto il “mainstream” su MTV e nelle radio (eh si, non esistevano i social media, non esisteva Instagra, ne Shazam)
Arrivando verso Wembley Stadium vedevo le fiumane di persone tutte con le magliette, felpe, cappellini, scarpe Adidas, tutti e tutte in stile Oasis, tutti con sorrisoni chilometrici, tutti con due pinte in mano, tutte/i gasati.
Nella fila per gli hotdog ci siamo pure abbracciati con 3 ragazzoni inglesi che quando ci parlavano non capivamo niente, ma ridevano e scherzavano amichevolemnte sul nostro accento e sul fatto che eravamo tutti li “to enjoy the moment togheter” ed era proprio così.
Non amo i mega-concerti, non vado mai ai concerti negli stadi perchè non credevo di assaporare bene la musica dal vivo, che è lo scopo per cui vado ai concerti. Voglio vedere la band, vedere le artiste/i suonare, cantare, interagire al microfono, persino vedere lo staff che lavoro nel backstage salire sul palco, accordare le chitarre, sistemare i volumi delle casse, sperarare i cavi, tutto!
Però questo non era solo un concerto. Me ne sono resa conto solamente una volta enrtata nello stadio. Non era solo “vado a vedere gli Oasis dal vivo” era un vero e proprio ESODO, un EVENTO intergenerazionale e interculturale.
Sì, anche io avevo grande rabbia e incazzatura nel vedere il modo in cui è stata gestita le vendita dei biglietti (non ultima il re-selling a costi esorbitanti) però poi spendiamo un sacco di nostri soldi in altre cose molto più superflue, meno importanti, meno “emozionalmente rilevanti” come un ricordo unico che ti rimarra nel cuore, come il concerto degli Oasis a Londra. Almeno rimarrà nelle mie memorie per sempre.
Anzi, ne farò un album fotografico “la mia Londra 2025”.
Comunque, stavo scrivendo… ero abbracciata a questi inglesoni in fila ai panini, quando sento…. “All this talk of getting old, it’s getting me down” …. OMG Richard Ashcroft ha già iniziato a suonare?? E sta facendo “The drugs don’t work” .. corro letteralmente all’entrata del gate per cui avevo il biglietto, mi siedo e finalmente capisco. Tutti insieme cominciano a cantare. E mi senti di nuovo 15 enne , mi sento che non sono passati quasi 30 anni. Mi sento un’emozione incredibile, di essere lì, di essere viva.
Non vi dico poi quando ho sentito “the best song ever made” come l’ha presentata il cantante dei The Verve “Bitter sweet simphony”. Mi sono rivista appesa di fronte alla TV con MTV accesa almeno 6 ore al giorno e vedere questo soggetto in giacca di pelle nera che va a sbattere contro tutti per strada… era lui in carne ed ossa a cantare a tutti uno dei pezzi iconici della mia adolescenza.
Poi, basta, il delirio di sentimenti dentro di me si è scatenato quando sono entrati gli Oasis sul palco. Piccolissimi perchè ero letteralmente dall’altra parte dello stadio. Si vedeva Liam di 5mm ahahhaha palco enorme e band piccolissima in mezzo. Tutto qui. 3 mega-schermi con grafiche super fighe e inquadrature in primissimo paino di Liam, Noel e gli altri della band ogni tanto apparivano.
“I need to be myself… I’m feeling supersonic” va beh, ciaooooooo!
“Some might say we will find a brighter day
Some might say we will find a brighter day (yeah)” uno dei miei pezzi preferiti degli Oasis.
Poi ancora si balla, si salta, si guardano i vicini di sedia che cantano tutte MA DICO TUTTE le canzoni a squarciagola, ci si abbraccia, si ascolta, si vive in 80.000 lo stesso flow.
Poco dopo, come se il tempo volasse, è già passata più di un’ora e senti “Slip inside. the eye of your mind..” che ve lo dico a fare.
IL BOATO!
E io mi domandavo ” ma com’è che gli Oasis sono riusciti a fare dei capolavori, dei successi planetari con così tante canzoni??” Ogni pezzo che inziiava dicevo “ah questa è fighssima, leggandaria” ogni pezzo!!
A Liam deveono aver fatto un “lifting” per depurarlo, perche la sua voce era incredibile, proprio come 20 anni fa. Noel invecchiato nellìaspetto ma sempre carismatico e incredibile sul palco.
Dopo due ore, alle 22.10 esatte inziai la fine. L’ultimo grandissimo, immenso pezzo che tutti sapevamo sarebbe arrivato, lo aspettavamo, ma non lo volevamo perchè già conoscevamo la scaletta e sarebbe poi tutto finito.
Intro leggera, chitarra leggera, pattern di batteria appena accennata.
“How many special people change?
How many lives are livin’ strange?
Where were you while we were getting high?
Slowly walkin’ down the hall
Faster than a cannonball
Where were you while we were getting high?”
E alla fine come per celebrare la vita, portarti ancora più in là col cuore e l’anima, ci mettono un abbraccio tra i fratelli che non si aprlavano da 15 anni, i fuochi d’artificio e 80.000 persone in lacrime.
Ecco. Questo in breve è stato il concerto degli Oasis. Sì è stato costoso, è stato sressante cercare i biglietti, e forse così tanta emozione è creata anche per tutto questo hype. Forse. O forse perchè la musica ha un potere UNICO, la musica ha QUESTO POTERE.
LA MUSICA HA IL POTERE DI FARTI SOGNARE ogni attimo, ogni nota, ogni parola, ogni ricordo.
E dopo due giorni sono ancora qui che sogno. Ah no, è successo davvero. Sono viva e c’ero anche io!!!!!!
ECCO IL VIDEO RACCONTO (sul mio canale youtube)
UN POì DI FOTO….



















