Inizio oggi il mio diario di viaggio a Luanda, capitale dell’Angola.
Sono arrivata qui ieri mattina, dopo un viaggio abbastanza estenuante di 11 ore da Roma a Luanda, via Parigi.
Perché sono passata per Roma? Vi chiederete, forse. Bhe, il tutto inizia circa 20 giorni fa, quando ho fatto domanda per il visto.

Vi rimando per questo ad un post che ho scritto qui sul mio blog proprio su come chiedere il visto per l’Angola.

Tornando a noi. Scriverò questo diario di viaggio spero ogni giorno o quasi. Dove descriverò giorno per giorno le sensazioni e le cose che faccio qui e, soprattutto, perchè proprio Luanda?

Giorno #1 – 9 agosto 2016
Arrivo alle 5.15 del mattino all’Aeroporto internazionale 4 de Fevereiro di Luanda. Dopo il controllo veloce del libretto giallo per le vaccinazioni (obbligatorio il vaccino per la febbre gialla per venire qui) inizia la fila e trafila per il controllo passaporto. Dopo circa una cinquantina di persone e un’ora persa in fila ero finalmente davanti al poliziotto che controllava i documenti. Due e più sguardi più tardi ed una lentezza a limite del surreale, finalmente timbra il mio passaporto e mi fa passare.
Le valigie nel frattempo erano già lì a girare lungo la pedana di consegna (ma come si chiama in italiano?!?) … bhe, recuperata subito la mia valigiona da 48kg e dopo un ‘ennesimo controllo ai bagagli, esco fuori dove mi aspettavo una sala grande moderna, come a Malpensa. E invece la salettina degli arrivi internazionali è davvero piccola e molto affollata di angolani neri, nerissimi che attendevano i viaggiatori. Molti con cartelli in mano di nomi anglosassoni. La cosa che mi ha colpito di più del viaggio aereo è che il 90% delle persone sull’aereo fossero uomini 35-50 anni inglesi, francesi e dell’est europeo. Tutti a Luanda per lavoro. Tutti lì per il petrolio. Io ero proprio la mosca bianca (o meglio, scura). Poche famiglie angolane e poche donne, per lo più mogli di expat bianchi. L’Angola non è una terra famosa come meta turistica. Chi viene qui lo fa per lavoro. Non è famigereta per le spiagge, nè per parchi naturalistici (anche se ce ne sono e anche di belli!) e nemmeno per la nightlife. È purtroppo ancora un posto legato al 80% al business del petrolio, poco sicura per i bianchi e poco esplorata dal punto di vista delle bellezze naturali. Ci sono alcune missioni sociali qui, come la Missione della Fondazione Don Bosco, qui a Luanda.

Superato il varco e trovato (per fortuna) subito il mio fidanzato (l’unico bianco che spiccava come un chicco di zucchero nel caffè macinato, siamo direttamente andati nell’appartamento che gli hanno assegnato. Un bel palazzo in centro e uno splendido appartamento. Alla fine non mi dispiace mica fare la “moglie dell’expat” 🙂 vi dirò.

Primo giorno bloccata in casa a sistemare la valigia e la casa, leggere e scrivere.

Qui non puoi uscire da sola, senza autista. È troppo pericoloso. In realtà è vietato dall’azienda (sono responsabilità dell’azienda per cui lavora il mio compagno, quindi devo sottostare alle sue regole). Devi uscire solo con il driver, l’autista insomma.

Non posso fare altro che guardare il panorama dalle enormi finestre del salotto, che danno sul retro di altri edifici e dall’alto del 6°° piano in cui abitiamo si vede pure un lembo di mare. Il panorama non è bellissimo. Le case sgarrupate, strade sporche e alcuni vicoli di terra non asfaltata, fili elettrici ovunque e vecchie antenne paraboliche ovunque.

IMG_8611

In un certo modo mi ricorda il Brasile. Mi ricorda alcuni quartieri di Belo Horizonte, città nel sud est brasiliano dove ho vissuto per tre anni. I colori tendenti al beige, l’umidità che quasi ti soffoca appena usciti dall’aereo e le macchine vecchie scassate che girano per le strade altrettanto messe male.

Ho provato la famigerata “Cuca Cerveja” birra angolana (con lattina dedicata ai 40 anni di indipendenza dell’Angola dal Portogallo 1975-2015). Bella e buona!

image2

Per oggi è tutto. Domani mi avventuro in giro per la città e vi racconto 😉

 

Link utili:

https://www.lonelyplanet.com/angola

http://www.ambasciatangolana.com/

https://www.virtualtourist.com/travel/Africa/Angola/Provincia_de_Luanda/Luanda-1922982/TravelGuide-Luanda.html

 

 

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Posted by:iaraheideblog

3 risposte a "Giorno #1 – Diario di viaggio in Angola"

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