Ci sono tanti modi per aiutare gli altri. In questo articolo vi voglio raccontare la storia di un gruppo di sarte angolane che ha un piccolissimo laboratorio dove creano meraviglie. Probabilmente non se ne rendono nemmeno conto del loro potenziale. Mi è venuto spontaneo dare una mano per la loro comunicazione. Ma vi racconto dal principio..

Circa un anno fa, in uno dei numerosi viaggi a Luanda, Angola, ho visto alcuni vestiti appesi a dei manichi fuori da una porta di una casa. Ho subito pensato che ci fosse un negozio o un laboratorio che creava quei vestiti meravigliosi e dai colori sgargianti. E ci avevo azzeccato. Con un po’ di incertezza, apro il portoncino ed entro in quella casa. Era una stanza piccolissima e piena zeppa di stoffe coloratissime. Tutti tessuti africani. Un paio di macchine da cucire ed alcuni vestiti da donna e da uomo appesi. Lidia, una ragazza congolese ma trapiantata in Angola da diversi anni, mi accoglie con un “Bom dia. Posso judar-la?” e io mi sono guardata intorno senza quasi sapere perchè fossi entrata. Ero semplicemente curiosa. Cercavo qualcosa da fare a Luanda, non certo città famosa per il turismo, insomma. Volvevo qualcosa che mi arricchisse, che mi tenesse viva durante la permanenza lì. Le ho trovate. Ho trovato loro, Lidia e le due sue assistenti. Sarte. Sarte angolane. Bravissime e velocissime. Ho subito comprato un vestito che mi hanno aggiustato su misura per me. E così ho ordinato una gonna a ruota, una tutina, un altro vestito…. insomma adesso potrei fare una sfilata di moda con tutti gli abiti che ho chiesto loro di fare.

Ho sparso la voce tra le mie emiche expat a Luanda che hanno anche loro ordinato vestiti e gonne. Ho detto loro di organizzare meglio gli spazi, specialmente per esporre i vestiti che avevano già creato.

Il giorno in cui dovevo partire per l’Italia, sono passata a salutarle e loro mi hanno chiamata entusiaste a vedere che avevano liberato spazio per un’altra postazione con una nuova macchina da cucire (probabilmente parzialmente finanziata dal mio shopping compulsivo, ma va benissimo!)

Non avete idea di quanto fossi stata soddfisfatta di vederle crescere un pochino alla volta.

Questo agosto sono tornata di nuovo a Luanda con tutte le intenzioni di aiutarle a creare un logo, un brand, aprire canali di comunicazione social e online…. ma mi sono resa conto che non è semplice per loro perchè non sanno usare facebook, instagram e non sanno nemmeno cosa sia un sito internet. Loro sono molto semplici. Quindi ho deciso che le avrei aiutate con la mia attrezzatura a fare intanto un servizio fotografico con loro ed io a fare da modelle. Ho trovato un angolo carino del loro cortile del laboratorio, abbiamo insieme creato un nome “Lidia Moda” e spiegato loro come aprire una pagina facebook… poi purtroppo sono dovuta tornare in Italia e lasciare un poì tutto in sospeso, sperando che continuino. Ma mi rendo conto che senza una formazione adeguata non penso possano continuare un piano di comunicazione anche minimo. Ho l’intenzione di tornare e farle un corso molto base di “social media” e comunicazione online.

Intanto vi faccio vedere un video dove ho registrato i vestiti che mi sono fatta fare… aspettando di indossarli al prossimo African Fashion Week Milano che si terrà dal 17 al 23 settembre.

Posted by:iaraheideblog

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