Ero curiosa e ansiosa di vedere il progetto Inter Campus a Luanda, Angola. La società Inter (F.C. Internazionale) interviene con progetti sociali in diversi paesi nel mondo dove aiuta i bambini a crescere, maturare regole e rispetto, uscire dalle strade e tutto fatto attraverso il gioco del calcio.

A raccontarlo non si capisce bene il beneficio che hanno dei bambini dai 4 ai 14 anni, ma credetemi, l’allenamento pomeridiano è per questi bambini qualcosa di molto molto importante. Direi vitale.

Attenzione. Non sto parlando di una scuola calcio che cresce nuovi fenomeni calcistici, i nuovi calciatori da portare nel campionato italiano. No, no. Sto parlando di un progetto dal basso, per i bambini e le loro famiglie.

Ho contattato Silvio Guareschi e Massimo Seregni, tra i coordinatori di Inter Campus dall’Italia che mi hanno raccontato: “Il progetto Inter Campus Angola è nato nel 2008, ma aspettavo di realizzarlo dal 1999 quando sono stato nella Lixeira per la prima volta” dice Silvio. “Abbiamo dovuto aspettare che ci fossero le condizioni per intraprendere un lavoro di ricostruzione della comunità attraverso le scuole dei Salesiani.

Diamo materiale sportivo ufficiale inter (maglia e shorts) a 800 bambini e bambine (queste ultime sono circa duecento) tra Luanda (cinque cellule), Dondo, Calulo e Benguela. Diamo anche circa duecento palloni all’anno.

In Angola abbiamo 34 squadre di cui 30 maschili e 4 femminili, circa 57 allenatori compresi gli assistenti e di questi circa il 50% erano bimbi del progetto. I campi su cui si allenano i bambini sono tutti in cemento e tutti all’interno delle strutture dei Padri Salesiani.” dice Massimo.

Tornando a noi e alle mie sensazioni, la cosa che ho apprezzato di più è stato proprio il sorriso e l’orgoglio di quei bambini nell’indossare una maglia di calcio vera. Il loro entusiasmo nel darmi il benvenuto nel loro campetto di calcio fatto di cemento. L’impegno che ci mettevano per farvi vedere bravi davanti alla mia macchina fotografica. La grinta che si vedeva nei loro sguardi nel seguire gli insegnamenti dei loro coach (che spesso, a loro volta, erano stati bambini del progetto anni fa).

La cosa che però mi ha emozionata di più in assoluto sono stati i mille sorrisi che quel giorno tutti (E DICO TUTTI) da Padre William parroco della Missione Don Bosco Padri Salesiani, agli allenatori e coordinatori, ai bambini e bambine. Questo per me è il privilegio di essere potuta entrare nel loro mondo, solo per poche ore, ma sono state così importanti per me e per loro che per giorni sono rimasta emozionata.

Mi ha fatto commuovere (e a volte, non lo nascondo, anche piangere) vedere bambini giocare sul cemento senza scarpe a 40 gradi o vedere bambini con le scarpe tagliate nella parte davanti per farci stare il piede ormai troppo cresciuto. Ma tutti con una grande meravigliosa dignità e felicità.

Sono grata di poter vedere con i miei occhi questi progetti sociali e portare voi lettori del mio blog con me, dentro queste realtà, tra gli abbracci dei bambini. Vi porto nel mondo con me per conoscere ciò che c’è di bello del nostro pianeta. Grazie che mi seguite.

Posted by:iaraheideblog

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