Vi dico la mia, sempre. Lo sapete. Sto aspettando con trepidazione che il 21 aprile 2021 esca la serie Netflix “Zero. Essere invisibile è il vero potere” (di cui potete guardare il trailer qui) perchè, mi sento di dire che finalmente viene rappresentata una fascia di ragazzi italiani in tutto e per tutto italiani (lo ribadisco), ma di origini straniere, di pelle scura, di religioni e culture mix.

Ho già guardato le testimonianze degli attori protagonisti, per la maggioranza neri italiani, che finalmente vengono intervistati e valorizzati dai media italiani come Corriere e Repubblica. Finalmente si vede sul piccolo schermo, o su vari device, la rappresentazione di una generazione melting pot, pluri-culturale che nella società italiana convive normalmente e naturalmente ma che spesso viene “dimenticata” nei racconti delle produzioni italiane.

Zero non è solo la storia di una ragazzo nero che vince le difficoltà della propria diversità, ma un racconto di una vita vera che rappresenta in realtà tutti noi che ci siamo sentiti almeno una volta “invisibili” agli occhi degli altri. Può essere capitato a me da adolescente, italo-brasiliana cresciuta in ambiente dalla doppia cultura, come può essere capitato a chiunque di voi, a prescindere dal colore della pelle o dal nome o dalla famiglia di provenienza di essersi sentito in disparte dalla società.

ZERO (L to R) MADIOR FALL as INNO, GIUSEPPE DAVE SEKE as ZERO/OMAR, DANIELA SCATTOLIN as SARA, DYLAN MAGON as MOMO, and HAROUN FALL as SHARIF in episode 101 of ZERO Cr. FRANCESCO BERARDINELLI/NETFLIX © 2021

Ecco. Zero-Omar, il protagonista, mostra la condizione di “diverso” che da introverso e chiuso si trova a liberarsi e liberare gli altri del proprio quartiere da una “minaccia”. Ovviamente dal trailer si capisce non si capisce bene, ma certamente vedo tutto questo come una bellissima metafora che – forse – l’autore del libro “Non ho mai avuto la mia età” di Antonio Dikele Distefano da cui è tratta la serie, ha voluto descrivere. La metafora del neo-eroe moderno, del ragazzo di origini diverse immerso in una nuova normalità multiculturale che però fa fatica ad essere ancora accettata da troppi. E così con un “difetto” come quello di non essere mai visto, mai rappresentato, ne trae invece la propria forza, anzi, il proprio super-potere. Il potere di vedere il mondo come gli altri non lo vedono, cioè da invisibile. Una condizione che rivolta all’opposto lo fa diventare un eroe.

Io credo proprio che vorrò parlarne ancora e ancora perchè ZERO rappresenta per tutti noi che ci sentiamo “diversi” l’occasione per vederci protagonisti, essere in primo piano. Per tutti gli attori, artisti, musicisti, ballerini multiculturali italiani sia uno stimolo a spalancare una porta che questa produzione finalmente ci ha sbloccato. È una sfida che in tanti stiamo affrontando da anni e che forse ora vede veramente il suo tempo.

Quindi, forza! Tocca a noi farci vedere. Intanto parliamone, su instagram, youtube e ovunque voi mi seguiate. Vi aspetto.

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