Scrivo questo articolo perchè da quando ho abitato in Norvegia e quindi so che la Å si legge “O”, tutte le volte che sento i giornalisti italiani dire Maneskin con la A mi salgono i brividi sulla schiena. Non è ovviamente tanto perchè io sia una una fan del gruppo rock italiano più famoso negli ultimi 20 anni (eh dai!” Scherzo) perchè infondo non sono nemmeno fan. Ma perchè la questione linguistica su come pronunciare le parole straniere mi interessa moltissimo.

All’università, quando studiavo Mediazione Linguistica e Culturale, mi avevano insegnato che in italiano, per esempio, non si mettono le “S” finali per la doppia nelle parole inglesi. Infatti si deve dire “ho mangiato due hamburger” e non “ho mangiato due hambugers“. Questa è una delle regole. Bene. Ma come ci comportiamo con la pronuncia?

Come dobbiamo pronunciare una parola straniera? Nel modo originale o “italianizzato”?

E un’altra domanda mi sorge spontanea: se non conosciamo la giusta pronuncia di una parola, dovremmo informarci o vale la vecchia regola del “quello che viene più usato vale”? Cioè la prassi di utilizzo?

Io posso sembrare antipatica (e penso che molta gente lo pensi) quando parlando in italiano, pronuncio le parole in accento originale. Non riesco a dire “Sono passata per London Bridge” senza pronunciare il nome del ponte con l’accento inglese. Oppure non riesco proprio in modo assoluto a dire Rio de Janeiro senza pronunciarlo in portoghese brasiliano. Non ce la faccio proprio!!

Secondo te che leggi, risulta cosi antipatico quando una italiano parla così? E perchè?

Io ho la mia teoria; chi dice una parola con l’accento corretto, cioè quello della lingua di cui è la originaria la parola, sembra voglia mostrare che conosce le lingue straniere e quindi, siccome la maggioranza delle persone non le conosce bene, si voglia distinguere pertanto risultare antipatico. Ma io non lo trovo così stridente . Anzi, amo conoscere persone che usano le lingue correttamente e magari mi insegnino pure qualcosa.

La mia fame di conoscenza è nettamente maggiore al mio senso di critica verso qualcuno che parla le lingue, quindi lo prendo come un aspetto positivo.

Ci sono però parole che sono neologismi, o meglio, prestiti linguistici consolidati nella nostra lingua che invece si possono tranquillamente pronunciare in “italiano”… computer, tablet, smartpghone, smartworking (occhio che non vuol dire in inglese “lavoro da casa”), internet, ecc.

Quindi, ora che hai letto questo articolo sai che Måneskin, parola danese che significa “chiaro di luna” cui ha dato il nome alla band la bassista Victoria de Angelis, di origini danesi, non si pronuncia con la A bensì con la O. Uomo/donna avvisato…. 😉

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